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vuoto contemporaneo

Il mito di Narciso racconta di un personaggio così tanto preso da se stesso che morì annegato osservando la sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua, altre versioni inseriscono la ninfa Eco, ma oggi quello che si sa è che il narcisismo come stile di personalità, in un continuum che va da sano grado zero a patologico grado cento, riguarda tutti.

Ho studiato in lungo e in largo il fenomeno nelle sue declinazioni maladattative, l’ho studiato da un punto di vista psicologico, sociale, antropologico, esistenziale, comportamentale.

Un po’ come l’istrione, che, se levato dal palcoscenico usa il suo magnetismo per sedurre più prede, il narciso li colleziona e li cataloga come se fossero dei francobolli di diverso valore da uno più basso al più alto e senza venderli mai del tutto e senza mai cederli, semmai mettendoli in un cassetto in modo da poterci giocare ogni volta che ne ha voglia.

Innamorato del suo falso sè e caratterizzato da un cratere nel petto, scollegato dalla sua anima alla quale non riconosce voce, profondo come una pozzanghera su un cemento nuovissimo, succhia scintille di luce dai suoi innumerevoli specchi, che vengono immancabilmente rotti quando iniziano a riflettere la sua vera natura buia, egoista, vuota e sofferente, infatti a furia di attingere li va a consumare della loro energia.

I guaritori, gli empatici, sono spesso quelli che cadono nel gioco poiché ne sentono la sofferenza e si prodigano per guarire il narciso, finendo per autodistruggersi sentendosi impotenti.

Questo si ripete fino al momento in cui accade la magia e cioè si rendono conto che l’unica cosa che dovevano fare era accettare, smettere di credersi i salvatori del mondo, poiché non hanno capacità di scegliere al posto del sofferente, al quale quella vita piace o forse solo quella conosce, ma comunque è quella che ha scelto per sè.

Tralasciando lo studio dell’albero genealogico, risulta evidente che questo comportamento disfunzionale, che porta ad un certo tipo di struttura di personalità e schemi mentali, in parte viene appreso visto che l’essere umano apprende per mimesi, in parte è una difesa messa su dalla mente a seguito di traumi dei primi anni dell’infanzia.

Il narciso circondato di specchi umani e letterali alterna fuga e dipendenza nascondendo un bambino interiore solo, triste ed inascoltato.

Credere di “salvarlo” è un po’ come credere che il metadone possa salvare un eroinomane, è da complici.

Nel mondo contemporaneo il narcisismo assume varie forme e da non confondere con il sano amor proprio e il desiderio di esibirsi. Per riconoscere il narcisismo patologico, al fine di evitare quel tipo di relazione in qualsiasi sfera dell’esistenza basterebbe sentire il centro del petto, se ti arriva un Pugno allo stomaco che sale verso il cuore e senti un pezzo che si stacca, sorridi e cambia strada.

Jasmine Di Benedetto

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