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Antropologia della vita quotidiana

Antropologia della vita quotidiana, Antropologia medica, arte, Benessere, Blog, Consapevolezza, Meditazione, Mindfulness

il virus della paura e la stampa untrice

Premesso che non tutti i giornalisti sono uguali, non tutti i quotidiani, riviste, periodici o qualsiasi strumento di divulgazione sono venditori di fumo e ciarlataneria, ma quello che sta venendo alla luce in questo periodo di emergenza Coronavirus è il mostruoso menefreghismo mercenario di molte testate.

Si sapeva già ovviamente, ma il gioco di spargere paura ed allarmismo, con notizie falsate e manipolate con l’intento di mettere su un teatrino che favorisca loro e chi da loro favoriti, è alquanto triste.

Gli esseri umani sono pressappoco funzionanti tutti allo stesso modo, chi dice di non provare paura o emozioni soffre di Alessitimia, una ridotta consapevolezza emotiva che è uno schema abitudinario del cervello attivato per non provare il dolore. Quindi sì, siamo tutti uguali ed in ognuno di noi sono presenti delle memorie e dei semi. Se andiamo ad innaffiare i semi quello che succede è che crescono e diventano piante. I semi giovevoli come gratitudine, amore, collaborazione, solidarietà ecc sono semi che servono per vivere al meglio, come singolo e parte della collettività; i semi come paura, odio, razzismo ecc servono a creare un mondo di separazione, individualismo, violenza, omicidi, cioè il mondo in cui noi viviamo oggi e che abbiamo creato e continuiamo a creare.

Se, in una fase così delicata, quello che viene fatto è annaffiare i semi di paura, quello che si genera è panico, fuga, rispetto di nulla e nessuno che degenera in stato di polizia, che non è evoluto, non è libertà ed è anche vergognoso che ci debba essere l’arresto per far sì che le persone siano empatiche verso altre persone.

L’arresto per ricordarci di essere empatici? Ma davvero è servito un decreto?

Ebbene sì, perché la fuga di notizie dell’8 marzo ad opera della stampa nazionale, in merito ad un decreto non ancora ufficiale perché non ancora in Gazzetta, ha fatto sì che gente che aveva il semino della paura già stimolato e che aveva cercato di far finta di niente, continuando una vita mondana in una situazione ormai mutata, si è ritrovata attanagliata da liane mentali ed in uno stato di panico. Invece di osservare la propria umana paura e portarla alla luce per liberarsene, si è fatto finta di stare bene, ma non si poteva stare tranquilli se si era bombardati da notizie funzionali a far fiorire una pianta carnivora e così, dopo l’ennesima mossa, l’inconsapevolezza ha regnato sovrana.

Tutto appare come una sorta di esperimento sociale mediatico che visualizzo così: delle persone dietro a degli schermi lanciano input che attivano virus nei cervelli ed osservano la reazione del gruppo di studio chiuso in una scatola a vetri, una fusione cinematografica tra “The Truman Show” e “Se dio esiste vive a Bruxelles”. Così gli ignari ed inconsapevoli cervelli, in cui a livello sottocorticale la manipolazione aveva attecchito riattivando il virus della paura e dell’egoismo e sfociando in atavici comportamenti guidati dalle antiche memorie di sopravvivenza e in nuovi in quanto nuove sinapsi dell’epoca contemporanea global sono sorte, si sono dati alla fuga e sono scesi giù a portar con loro virus e panico.

In automatico si è creato lo stato di polizia che ha bloccato tutto con un decreto che ha fatto sì che, quelli che giudicavano i valicanti dei confini, a loro volta impazzissero per le scorte assalendo i Carrefour h24.

Il cervello è una sorta di computer pieno di virus, abitudini maladattative e l’unica salvezza è la consapevolezza che è uno spazio di pace tra tutto questo.

Perchè meditare, studiare e nustrirsi di arte?

Non di certo perchè ve lo vendo io, ma perchè questa è una guerra alla paura e questo virus sta regalando a tutti la possibilità di risvegliarsi e tornare artefici della propria vita e viverla con CONSAPEVOLEZZA: l’unico antidoto ad una vita vissuta da zombies guidati dal pilota automatico, addormentati.

Inoltre serve a ripulirsi di tutte quelle memorie epigenetiche e dai pensieri, perchè la cosa più bella è che i pensieri si muovono nell’etere e noi li captiamo e li modifichiamo come il gioco del telefono senza filo e li rimbalziamo ad un altro, che li capta e li modifica e li rilancia e così facendo creiamo qualcosa che a furia di essere rimbalzato diventa reale nella materia, come il virus che adesso esiste nella materia. Il cervello va quindi quotidianamente ripulito, non una volta e non uno, ma sempre e tutti i cervelli perchè siamo tutti connessi, non solo a livello di cuore, sede della coscienza-consapevolezza, ma anche a livello di menti: siamo noi i creatori di questo matrix.

Questo virus è stato un ri-attivatore, sicuramente doloroso e brusco, di tante memorie, emozioni, sentimenti, dolori, facciamo in modo di poterlo ringraziare per averci portato ad un grande salto evolutivo e per averci mostrato come il Capitalismo, che ha creato un individuo scollegato, alienato, funzionale solamente alla produzione, egoista, competitivo, possa oggi decretarsi fallito e si possa, come esseri umani, ritornare a creare, condividere, inventare, usare il denaro come strumento per fare esperienza di vita, esprimersi e monetizzare i propri talenti “lavorando per se stessi”liberi da ogni forma di asservimento e schiavitù.

Jasmine Di Benedetto

#medicinanaturale, Antropologia della vita quotidiana, Antropologia medica, arte, Benessere, Blog, Consapevolezza, Etno-medicina, Meditazione, Mindfulness, Prevenzione, Salute

L’amore ai tempi del corona dramma

Pandemia, panico, paura, contagio, infettati, decessi, vaccino…

Sono parole chiave che richiamano concetti funzionali e topoi fondamentali per la stesura di una sceneggiatura di film o romanzi appartenenti al genere catastrofista, apocalittico, post-apocalittico.

I protagonisti sono un gruppo di eroi di numero variabile, toh diciamo 5, tra cui spicca una coraggiosa e giovane donna che, seppur messa per evitare disparità di genere, mostra come in realtà le donne slegate dall’habitus femminile di focolare domestico, siano in grado di compiere grandi atti e salvarsi la vita al pari degli uomini usando i loro talenti e le loro capacità.

Dopo varie peripezie ed essere riusciti a fuggire il più lontano possibile dall’elemento “alieno”, causante la catastrofe imminente, riescono ad aver salva la vita perdendo conoscenti, amici e parenti per “strada”.

Loro però si salvano perché attingono alle innate qualità dell’essere come il coraggio, l’unione, la condivisione, l’amore e non si separano.

Solitamente muoiono quelli in preda al panico, egoisti, individualisti e lobotomizzati dai mass media.

Buon avventura a tutti e che il Corona Virus risvegli più coscienze possibili!

Jasmine Di Benedetto

Antropologia della vita quotidiana

Il sonno nel sogno

Ci sono momenti nella vita in cui esplode il cuore e si apre un vortice che come un ciclone travolge tutte le certezze, tutto quello a cui per anni ci si era retti.

Spazza via tutto quello che la mente aveva disegnato.

La pace arriva in quello che è chiamato occhio del ciclone, lì dentro si ferma il tempo e si gela il sangue; quello è il momento presente.

La chiarezza mentale sopraggiunge e tutto automaticamente crolla.

Il castello di sabbia creato dalla mente crolla.

Anni di immaginazioni volano via.

Anni di credenze spariscono in un secondo.

Tutto quello progettato non esiste e la mappa non è il territorio e così l’inesplorato e misterioso diventa affascinante e meraviglioso.

I film mentali sulla vita perfetta, l’amore perfetto, il lavoro perfetto si sgretolano come una pellicola bruciata.

Non esiste più niente, esisti solo tu sveglio come dopo una doccia gelata dopo una sbronza.

I risvegli alla vita sono come quando passa l’effetto di una canna o ti butti dell’acqua gelata in faccia o apri la finestra d’inverno per svegliarti all’alba.

Viviamo addormentati, viviamo un sogno nel sonno della mente ed ogni tanto dopo forti scosse cade un velo, uno dei tanti strati, più se ne levano più si respira.

Buona luna piena in Vergine.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

Antropologia della vita quotidiana

Sulle tracce dei Gipsy. Storie di vita, versi e musica.

 

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Un tardo pomeriggio di settembre dello scorso anno Elisa, proprietaria del IL CANTIERE WINE COCKTAIL BAR di Pescara, fece incontrare me e Manuel Virtù, maestro di strumenti a corde, artista giramondo e così, guidati da un’ispirazione condivisa, nacque un sodalizio che si concretizzò nel progetto “SULLE TRACCE DEI GIPSY. STORIE DI VITA, VERSI E MUSICA” , a noi due si aggiunse poco dopo il fisarmonicista Marco Luciani.

Il nostro progetto unisce antropologia e musica che, insieme, fungono da guida in questo viaggio al fianco di popoli nomadi. Partendo dall’India nel XI sec. d.C., con delle popolazioni del Nord che saranno chiamate Rom e Sinti  a seconda della loro precisa localizzazione geografica originaria, ci muoveremo nel tempo e nello spazio fino a giungere in Europa.

I due gruppi etnici presentano caratteristiche specifiche che li differenziano, ma sono accomunati dalla spontanea passione per la musica, scrigno della loro identità culturale. Si sono mossi tra popoli e nazioni europee e, venuti a conoscenza della cultura del posto in cui si fermavano di volta in volta, diedero vita a fusioni artistiche, musicali, sincretismi da cui nacque il FLAMENCO in Spagna, il JAZZ MANOUCHE di Django Reinhardt in Francia, il BALKAN FOLK nei Balcani.

Questo e tant’altro è quello che, la mia voce narrante e le note musicali di una chitarra ed una fisarmonica, vi racconteranno durante i nostri spettacoli.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

 

Antropologia della vita quotidiana

L’arte come ricerca

L’arte come continua ricerca di se stessi, l’arte come ricerca della strada da percorrere, l’arte come la manifestazione del mondo interiore ed immateriale nel mondo esteriore e della materia.

L’arte del vivere, l’arte dell’essere felici, l’arte dello scrivere, l’arte del parlare, l’arte del dipingere, l’arte del meditare, l’arte di essere se stessi.

Jasmìne Di Benedetto

Antropologia della vita quotidiana

Ciambelle fritte alla scuola di Aielli

 

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Borgo Universo: il nome lascia già “sentire”, intuire qualcosa su questo festival di 4 giorni, ora alla terza edizione, figlio del connubio tra sapienti menti organizzative ed una giovane amministrazione del comune di Aielli, provincia de L’Aquila.

Due parole che denotano due concetti apparentemente in antitesi.

Borgo fa pensare ad uno spazio chiuso e delimitato da mura medievali, ad una vita scandita da ritmi imposti dalla ciclicità stagionale, al potere del signore visivamente rappresentato dalle torri e dai castelli sparsi a testimonianza del periodo dell’incastellamento abruzzese.

Universo fa pensare ad uno spazio aperto, un’estesa ed infinita apertura di cuore che si riflette nel panorama mozzafiato che avvolge le case del paese.

Borgo ed Universo rappresentano anche gli esseri umani che raggruppati fanno quotidiana esperienza di vita, altrimenti impossibile da soli, ma che essendo tutti uguali compongono parte per parte, singolo per singolo l’intero universo di cui ognuno è una specifica ed unica manifestazione nella materia.

Un fil rouge intreccia locale e globale, terra e cielo, radici e multiculturalità il tutto espresso in arti di ogni sorta, compresa l’arte delle ciambelle fritte alla scuola elementare da un gruppo di donne, madri e nonne che ne hanno fritte a migliaia e messo in ognuna il loro cuore.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

Antropologia della vita quotidiana

Ama te stesso come te stesso

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Siamo nati in milieu, un contesto di appartenenza e riferimento, dominato da una cultura di retaggio cattolico che ci ha trasmesso il concetto di dover amare il prossimo tuo come te stesso, ma l’accento veniva sempre posto sull’altro, facendo passare l’amor proprio per egoismo.

Alla fine diventava ama il prossimo che sia un figlio, un marito, un genitore prima di te stesso.

Viviamo mossi dalla costante ricerca di capire lo scopo dell’esistenza, del perché siamo su questo pianeta, domanda che assilla anche chi si dichiara totalmente disinteressato, e che lo assilla perché è quella la scintilla creatrice, la matrice comune, lo scopo dell’esistenza. Lo scopo è semplice, è essere, manifestare nella materia il sogno di ognuno, sogno che fa parte del perfetto disegno cosmico e che addirittura lo rende tale. Per rendere manifesto il sogno basta compiere scelte ogni volta che ci si presentano davanti più opzioni seguendo la coscienza, alla quale se vogliamo dare una sede fisica possiamo dare il cuore e raccogliere pezzi sparsi di noi nel mondo al fine di conoscerci ed amarci sempre più.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

Antropologia della vita quotidiana

Divinità moderne

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Il Pantheon mitologico classico sia greco sia romano ci ha presentato divinità antropomorfe, ma questo cosa vuol dire? E’ semplice, le divinità erano la manifestazione fisica, la personificazione dei vizi, delle pulsioni negative, dei tabù, delle emozioni negative, dei moderni stili di personalità degli esseri umani. Gli Dei, specchi degli umani, vivevano in un loro specifico mondo, come ad esempio l’Olimpo ed occasionalmente scendevano sulla terra per fare cose.

La psicologia moderna occidentale ed il Manuale DSM hanno ricondotto quello che nell’epoca classica l’uomo reputava prerogativa divina, e così esorcizzava, a tratti-stili di personalità, se prendiamo ad esempio il narcisismo le correnti esistenzialiste olistiche lo collegano alla profonda ferita animica collegata al controllo. Ferite possedute collettivamente e condivise dalla coscienza universale che si attivano nel singolo in diverse fasi della vita, trascese diventano talenti.

Se le divinità moderne classiche specchiavano i vizi e le debolezze degli umani di quel tempo, allora le nostre contemporanee, che sono i personaggi famosi portati alla ribalta dai social e dai mass media e venerati dalla massa, specchiano il narcisismo, l’odio, l’invidia, la superficialità, l’individualismo, l’avarizia del singolo essere umano.

L’antidoto citando i Dalton Bootboys “non serve essere antifascisti se mai i toni che usi sono gli stessi”.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

Antropologia della vita quotidiana

Mediti?! Ehh allora sei buddista?!

 

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Mediti allora sei buddista equivale a “la masturbazione nell’adolescenza porta cecità!”

Mediti allora non puoi più fare un aperitivo, bere una birra, andare ad una festa, avere un partner, e così infiniti stereotipi collegati alla meditazione.

Praticare l’antica arte della meditazione non prevede una conversione al Buddismo e non appartiene solamente ai buddisti.

Ha le sue radici nella tradizionale scuola del Buddismo Theravada, che tra l’altro è più consono a mio parere, sennonché romantico, definirlo filosofia di vita invece di religione.

La scelta del paragonarla alla masturbazione è finalizzata a mostrare quanto entrambe siano processi propri dell’essere umano ed essendo noi animali culturali, la masturbazione la continuiamo ad apprendere attraverso la pornografia, mentre per la meditazione abbiamo perso, o forse come occidentali mai posseduto, la trasmissione di tal arte e la possibilità di apprendimento, ma oggi siamo in molti a divulgare le tecniche da noi studiate.

Esistono tantissime tipologie e tutto quello che giova all’essere umano è bene che egli lo faccia, che sia la Mindfulness, la Vipassana, la Meditazione Sonora, la Meditazione Attiva, la Meditazione Trascendentale…

Oltre a permettere di ricontattare se stessi, ad allargare lo spazio della consapevolezza con lo scopo di inglobarci tutta l’esistenza affinché si possa scegliere liberi, la Mindfulness, nel mio caso specifico, è una pratica che ha effetti positivi su neurogenesi e cambiamenti strutturali e funzionali del cervello, stress, ansia, panico, regolazione emotiva, dipendenze, problemi del sonno, migliora la circolazione sanguigna e lavora nel prevenire le demenze,  gestione del dolore e delle malattie come cancro, controllo dei sintomi delle malattie, prestazioni sportive, attentive e concentrative, studio e lavoro, pace interiore e libertà di scelta.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

Antropologia della vita quotidiana

Story of my life

 

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Mi chiamo Jasmìne Di Benedetto, sono nata a Roma il 21 novembre 1985 ed ho trascorso buona parte dell’infanzia vivendo in diversi centri cittadini, prevalentemente dell’Abruzzo, caratteristica che ancora oggi mi appartiene e manifesta la mia volontà di conoscere sempre più posti ed abitanti del mondo.

Mi sono avvicinata allo studio della danza all’età di cinque anni ed ho continuato il percorso approfondendo diverse tecniche, ma ho espresso da sempre la mia anima artistica, oltre che attraverso il corpo, anche attraverso la scrittura che divulgo attraverso il mio blog antropologiadellavitaquotidiana.wordpress.com.

Con l’inizio della fase adolescenziale è sbocciato in me il seme della ribellione, che ho indirizzato impegnandomi in prima persona per diverse cause, fondando e prendendo parte ad un’associazione filantropica ” Giro di Vento” ed interessandomi sempre più alla conoscenza dell’essere umano. Ho così scelto un percorso di studi accademico di tipo umanistico ed ho conseguito prima un titolo di laurea triennale in Storia e successivamente una laurea magistrale in Discipline Etno-antropologiche presso Sapienza Università di Roma.

Guidata da un personale desiderio di ricerca del senso dell’esistenza, necessità dettata dal contesto storico- culturale e politico caratterizzante la società in cui oggi viviamo, mi sono avvicinata alle discipline olistiche.

Ho deciso successivamente di approfondire scientificamente la mia conoscenza in merito alle pratiche meditative ed ho conseguito un Master in Medicina e Psicologia di II livello in “Mindfulness: pratica, clinica e neuroscienze” presso la Sapienza Università di Roma. Sono diventata Istruttore Mindfulness e Protocollo MBSR, titolo rilasciato da Abruzzo Mindfulness e San Diego School of Medicine.

Il mio intento è far conoscere al prossimo la possibilità di vivere in maniera libera, consapevole, interconnessa, amorevole e rispettosa, chiave per rivoluzionare il mondo partendo da se stessi con lo scopo di manifestare un’esistenza non condizionata da forme pensiero, oggetti mentali e credenze ereditate da una società individualista, global e capitalista. Attualmente divulgo conoscenza, cultura e consapevolezza attraverso eventi, laboratori, spettacoli ed articoli.

Sono in pubblicazione due miei libri entrambi previsti in uscita in autunno.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

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