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diario privato di un’antropologa al tempo del covid

Dall’inizio della dichiarata pandemia ho iniziato ad osservare le mie reazioni automatiche, le paure che si muovevano dentro di me attivate dalla comunicazione mediatica costruita ad hoc per friggere le persone, la disinformazione scientifica, la macchina politica. Dopo pochi giorni ho visto come mi stessero lavorando nella mente e così ferma nella buia e nera ombra della Valle Peligna ho trascorso 40 giorni ferrei, immersa nello studio di libri utili a me per prima e successivamente ai miei clienti, nella deprogrammazione mentale (perchè il cervello è un pc dove disinstalli i programmi che non ti servono, usi l’antivirus ecc)

Ho visto molti film perchè, per chi non lo sapesse, la cinematografia è una magnifica arte di divulgazione e attiva l’auto-guarigione ad esempio Psicomagia di Jodorosky è attivatrice di processi di autoguarigione sia come libro che come docufilm, ve lo consiglio.

Tutta l’arte in verità attiva processi di auto-guarigione.

Finita la quarantena, resami conto che forse io e pochi altri avevamo affrontato il tutto come momento per evolvere e lavorare dentro di noi, ho sentito una profonda delusione verso il genere umano e ho deciso di non tornare assolutamente alla vita di prima, desiderio che in realtà già sentivo da prima.

Con il passare del tempo ho ripreso delle attività aggiungendone altre che mi attiravano da tempo, ho imparato sempre di più ad essere centrata e connessa alla mia bussola, perchè in realtà la chiave dell’esistenza che ho compreso dopo tutti gli studi accademici, i percorsi, gli strumenti acquisiti, i corsi, i titoli è la presenza.

La vita richiede solamente di essere centrati, in presenza, qui ed ora perchè solo quello esiste.

Punto.

Inutile farla lunga e drammatica.

Vuoi vivere al meglio? Prenditi le responsabilità di essere tu il creatore ed inizia un percorso per imparare a vivere.

Impara ad essere centrato, la mente serve come sistema di sopravvivenza, ripuliscila dai virus e mettila al servizio della coscienza che è la bussola e se vuoi localizzarla spazialmente chiamala cuore.

Ma intorno nel mondo tutto si muove senza lucidità in un caos più cupo, senza la consapevolezza che da questi eventi si evolve.

Così delusa dall’umanità volevo anche cambiare lavoro, ma ahimè il cuore mi ha impedito di fuggire e spinto ancor di più a divulgare: “ora mettici la faccia e mostrati”.

La cosa che accade nel mondo è che le persone come me si rinchiudono, studiano, sperimentano, evolvono, scoprono rimanendo in silenzio, mentre chi non sa parla!

E’ buffo come sia umile il ricercatore esistenziale ed arrogante l’essere umano scollegato dalla coscienza, gonfio del suo Ego, ma è buffo come sia gonfio del suo Ego anche il guru che non è umile e credendosi Dio smette di evolvere credendo di aver raggiunto l’assoluta verità. Sempre di Ego si tratta.

L’ego però serve, da lì si evolve.

Ecco la verità non si smette mai di essere ricercatori esistenziali per un motivo: la vita è impermanente, tutto cambia e viviamo per vivere le esperienze che sono momenti per evolvere e aprirci ad essere sempre più coscienza, il dentro è fuori e il fuori è dentro.

Non devi capire cognitivamente questo, lascia solo che arrivi alla coscienza e si sedimenti, inizierà a così a smuoverti.

La coscienza guida la barca, il cervello è il computer di bordo e il corpo è la barca stessa.

Insomma anche la malattia è una cosa diversa, è delicata, è intima, è privata.

La malattia è un messaggio, ogni malattia è un messaggio del corpo che dice “fermati e osserva cosa c’è dentro di te che non va” la malattia attira l’attenzione, è una spia rossa.

Tutto è diverso da quello che fino ad oggi abbiamo creduto essere verità, tutto è più profondo e meno superficiale, tutto è legato all’apertura della mente, alla scelta di ascolto interiore e di studio di testi e di esperienza diretta, non di studio di guru o di esperienze dette per ridette.

Non siamo pappagalli, siamo qui per vivere ognuno il proprio percorso.

Per non parlare della paura, una follia della mente che se nella preistoria ci salvava ora, essendo sviluppatissima, si fa le seghe.

Farsi le pippe mentali vuol dire andare avanti e indietro seguendo i pensieri che navigano e non stare centrati, ascoltare sempre il fuori, le opinioni altrui.

Ma la vita di chi è tua o degli altri?

Usa quello che ti arriva per fare un salto in avanti TU da solo, amati e gioca il tuo gioco, libera la mente perchè abbiamo tutti una mappa, una guida, la coscienza che sa cosa fare.

In questo corpo e con questa personalità abbiamo tutti delle cose da sperimentare, vuoi iniziare a vivere o continuare a farti le seghe mentali?

E come dicono i Dalton

“niente paura,

non si morirà…

chi nasce solo sopravviverà

in questo mondo che non fa per noi

ma chi ti ama se neanche tu lo vuoi “.

Buon viaggio!

Jasmìne

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