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Jasmine Di Benedetto

Antropologia della vita quotidiana, Antropologia medica, arte, Benessere, Blog, Consapevolezza, Meditazione, Mindfulness

il virus della paura e la stampa untrice

Premesso che non tutti i giornalisti sono uguali, non tutti i quotidiani, riviste, periodici o qualsiasi strumento di divulgazione sono venditori di fumo e ciarlataneria, ma quello che sta venendo alla luce in questo periodo di emergenza Coronavirus è il mostruoso menefreghismo mercenario di molte testate.

Si sapeva già ovviamente, ma il gioco di spargere paura ed allarmismo, con notizie falsate e manipolate con l’intento di mettere su un teatrino che favorisca loro e chi da loro favoriti, è alquanto triste.

Gli esseri umani sono pressappoco funzionanti tutti allo stesso modo, chi dice di non provare paura o emozioni soffre di Alessitimia, una ridotta consapevolezza emotiva che è uno schema abitudinario del cervello attivato per non provare il dolore. Quindi sì, siamo tutti uguali ed in ognuno di noi sono presenti delle memorie e dei semi. Se andiamo ad innaffiare i semi quello che succede è che crescono e diventano piante. I semi giovevoli come gratitudine, amore, collaborazione, solidarietà ecc sono semi che servono per vivere al meglio, come singolo e parte della collettività; i semi come paura, odio, razzismo ecc servono a creare un mondo di separazione, individualismo, violenza, omicidi, cioè il mondo in cui noi viviamo oggi e che abbiamo creato e continuiamo a creare.

Se, in una fase così delicata, quello che viene fatto è annaffiare i semi di paura, quello che si genera è panico, fuga, rispetto di nulla e nessuno che degenera in stato di polizia, che non è evoluto, non è libertà ed è anche vergognoso che ci debba essere l’arresto per far sì che le persone siano empatiche verso altre persone.

L’arresto per ricordarci di essere empatici? Ma davvero è servito un decreto?

Ebbene sì, perché la fuga di notizie dell’8 marzo ad opera della stampa nazionale, in merito ad un decreto non ancora ufficiale perché non ancora in Gazzetta, ha fatto sì che gente che aveva il semino della paura già stimolato e che aveva cercato di far finta di niente, continuando una vita mondana in una situazione ormai mutata, si è ritrovata attanagliata da liane mentali ed in uno stato di panico. Invece di osservare la propria umana paura e portarla alla luce per liberarsene, si è fatto finta di stare bene, ma non si poteva stare tranquilli se si era bombardati da notizie funzionali a far fiorire una pianta carnivora e così, dopo l’ennesima mossa, l’inconsapevolezza ha regnato sovrana.

Tutto appare come una sorta di esperimento sociale mediatico che visualizzo così: delle persone dietro a degli schermi lanciano input che attivano virus nei cervelli ed osservano la reazione del gruppo di studio chiuso in una scatola a vetri, una fusione cinematografica tra “The Truman Show” e “Se dio esiste vive a Bruxelles”. Così gli ignari ed inconsapevoli cervelli, in cui a livello sottocorticale la manipolazione aveva attecchito riattivando il virus della paura e dell’egoismo e sfociando in atavici comportamenti guidati dalle antiche memorie di sopravvivenza e in nuovi in quanto nuove sinapsi dell’epoca contemporanea global sono sorte, si sono dati alla fuga e sono scesi giù a portar con loro virus e panico.

In automatico si è creato lo stato di polizia che ha bloccato tutto con un decreto che ha fatto sì che, quelli che giudicavano i valicanti dei confini, a loro volta impazzissero per le scorte assalendo i Carrefour h24.

Il cervello è una sorta di computer pieno di virus, abitudini maladattative e l’unica salvezza è la consapevolezza che è uno spazio di pace tra tutto questo.

Perchè meditare, studiare e nustrirsi di arte?

Non di certo perchè ve lo vendo io, ma perchè questa è una guerra alla paura e questo virus sta regalando a tutti la possibilità di risvegliarsi e tornare artefici della propria vita e viverla con CONSAPEVOLEZZA: l’unico antidoto ad una vita vissuta da zombies guidati dal pilota automatico, addormentati.

Inoltre serve a ripulirsi di tutte quelle memorie epigenetiche e dai pensieri, perchè la cosa più bella è che i pensieri si muovono nell’etere e noi li captiamo e li modifichiamo come il gioco del telefono senza filo e li rimbalziamo ad un altro, che li capta e li modifica e li rilancia e così facendo creiamo qualcosa che a furia di essere rimbalzato diventa reale nella materia, come il virus che adesso esiste nella materia. Il cervello va quindi quotidianamente ripulito, non una volta e non uno, ma sempre e tutti i cervelli perchè siamo tutti connessi, non solo a livello di cuore, sede della coscienza-consapevolezza, ma anche a livello di menti: siamo noi i creatori di questo matrix.

Questo virus è stato un ri-attivatore, sicuramente doloroso e brusco, di tante memorie, emozioni, sentimenti, dolori, facciamo in modo di poterlo ringraziare per averci portato ad un grande salto evolutivo e per averci mostrato come il Capitalismo, che ha creato un individuo scollegato, alienato, funzionale solamente alla produzione, egoista, competitivo, possa oggi decretarsi fallito e si possa, come esseri umani, ritornare a creare, condividere, inventare, usare il denaro come strumento per fare esperienza di vita, esprimersi e monetizzare i propri talenti “lavorando per se stessi”liberi da ogni forma di asservimento e schiavitù.

Jasmine Di Benedetto

#medicinanaturale, Antropologia della vita quotidiana, Antropologia medica, arte, Benessere, Blog, Consapevolezza, Etno-medicina, Meditazione, Mindfulness, Prevenzione, Salute

L’amore ai tempi del corona dramma

Pandemia, panico, paura, contagio, infettati, decessi, vaccino…

Sono parole chiave che richiamano concetti funzionali e topoi fondamentali per la stesura di una sceneggiatura di film o romanzi appartenenti al genere catastrofista, apocalittico, post-apocalittico.

I protagonisti sono un gruppo di eroi di numero variabile, toh diciamo 5, tra cui spicca una coraggiosa e giovane donna che, seppur messa per evitare disparità di genere, mostra come in realtà le donne slegate dall’habitus femminile di focolare domestico, siano in grado di compiere grandi atti e salvarsi la vita al pari degli uomini usando i loro talenti e le loro capacità.

Dopo varie peripezie ed essere riusciti a fuggire il più lontano possibile dall’elemento “alieno”, causante la catastrofe imminente, riescono ad aver salva la vita perdendo conoscenti, amici e parenti per “strada”.

Loro però si salvano perché attingono alle innate qualità dell’essere come il coraggio, l’unione, la condivisione, l’amore e non si separano.

Solitamente muoiono quelli in preda al panico, egoisti, individualisti e lobotomizzati dai mass media.

Buon avventura a tutti e che il Corona Virus risvegli più coscienze possibili!

Jasmine Di Benedetto

arte

Libera-Mente

Progetto artistico: LUCI ED OMBRE POESIA E PITTURA

Ho creato un corso laboratorio Libera-Mente dopo avere passato mesi a dipingere le emozioni ed i pensieri di cui ero diventata consapevole grazie alla meditazione.

Quello che intendo divulgare e trasmettere è che scegliendo di vedere la meditazione come un’arte che la persona apprende e utilizza per ripulire il cervello da credenze limitanti, paure, giudizi ed aspettative, quello che accade è che si prende coscienza che l’essere umano si libera.

L’essere umano è un aggregato olistico di mente, corpo e coscienza, parti che cooperano e funzionano insieme per consentirci di fare l’esperienza della vita.

La mente esegue delle funzioni per consentire al corpo abitato dalla coscienza di fare esperienza e da questa semplice spiegazione capiamo che siamo tutti uguali, indipendentemente da colori della pelle, lingue e culture, ma la bellezza di ognuno di noi è data dall’unicità specifica di ogni singolo essere vivente, che compie le cose a suo modo, che vive a suo modo, che si esprime a suo modo.

Il modo di vivere che possiamo avere davvero e non sognarlo solamente, è un modo libero, una liber-azione compiuta libera-mente, possiamo essere liberi di vivere senza più essere costretti in automatismi, reazioni automatiche, dipendenze, abitudini.

Liberi esseri unici che fanno libera esperienza di libera vita!

Che vuol dire tutto questo?

Che se meditando entriamo a conoscenza del corpo, delle emozioni che si manifestano su di esso prodotte dai pensieri, impariamo a conoscerci, ascoltarci e scoprire quello che siamo senza più preoccuparci di che parte dobbiamo recitare per essere accettati e riconosciuti.

L’essere umano soffre se non appartiene ad un gruppo perché non si sente riconosciuto, ma in realtà ambisce solamente ad essere riconosciuto da se stesso.

Così che fa il suo Ego (funzione della mente) per proteggerlo dalla sofferenza?

Gli fa indossare delle maschere per proteggersi sia dal riaprirsi di ferite che lo hanno fatto stare male a seguito di un‘ esperienza, sia per fare parte del branco, ma questo castrare la libera espressione di se stessi causa la sofferenza che è diversa dal dolore.

Il dolore si prova nel momento presente e se vissuto a pieno genera catarsi, evoluzione, crescita perché ognuno di noi è un potenziale artista e lo può rendere nella materia, come ti chiederai.

Con l’arte, ricontattando i talenti inespressi che si celano dietro quella maschera che abbiamo messo su come uno scudo!

Se una persona sente il rifiuto da parte degli altri metterà su la maschera dell’evitante, cioè scapperà per non essere nuovamente rifiutata, ma è lì che subentra la magia, l’alchimia delle ombre in luce, del dolore in creazione. È lì che l’evitante invece di scappare deve stare e sentire tutta la paura che lo travolge, stare vuol dire tuffarsi nel dolore e creare con le mani, dipingendo, suonando, disegnando, cucendo, cucinando, facendo giardinaggio…

Creare con le mani vuol dire toccare, vuol dire stare!

Questo è un esempio, ma ogni ferita che l’ego percepisce (rifiuto, abbandono, tradimento, ingiustizia, umiliazione) lo porta ad assumere di default e preventivamente un comportamento-atteggiamento per proteggere la mente da sentire lo stesso dolore e così sarà evitante, dipendente, controllore, rigido, masochista. Possono diventare patologici e quindi disturbi, per questo è importante portarli alla luce e diventare consapevoli di questi schemi maladattativi di sopravvivenza egoica.

Possiamo guarirci dalla sofferenza diventando consapevoli della sua esistenza, ammettendolo a noi stessi!

La sofferenza è diversa dal dolore.

Il dolore sta là, si vive sul momento, come quando sbattiamo la testa ad una mensola, la sofferenza è quel dolore non vissuto che l’ego ci ha censurato dal provarlo e che portiamo dietro latente con noi e che sommato a tutti gli altri dolori diventa sofferenza.

La sofferenza è come uno zaino di pietre che pietra dopo pietra, dolore dopo dolore, diventa sempre più pesante da portare e sopportare.

È qui che subentra la mia visione di meditazione come arte di autoconoscenza, autoguarigione, libera espressione e liber-azione dalla gabbia della mente e strada per essere se stessi.

Jasmine Di Benedetto

Antropologia medica, Benessere, Consapevolezza, Meditazione, Mindfulness, Prevenzione, Salute

Meditazione Mindfulness: la meditazione della consapevolezza

Il tuo potere è nell’adesso

Ogni giorno ci troviamo sopraffatti da impegni, situazioni, incontri, scadenze, lavoro, relazioni e tutto questo correre ci allontana dal momento presente che è quello in cui si svolge la vita.

Il nostro cervello ha infatti ereditato dai nostri avi delle memorie che ci hanno consentito di salvarci fuggendo o combattendo in caso di: aggressioni di animali, incendi ed altre situazioni in cui la nostra vita era in pericolo. Sono nate delle reazioni automatiche, delle abitudini (sinapsi: collegamento tra neuroni) che ci consentono di sopravvivere ma il nostro cervello si è andato sempre più sviluppando e così con la corteccia prefrontale la mente, dotata per sua natura della capacità di spostarsi avanti nel futuro per prevedere le situazioni che possono accadere e indietro nel passato per tentare di modificare quelle negative o rivivere le positive ha fatto sì che quei sistemi utili a salvarci la vita si siano trasformati in strumenti che se trasformano i pensieri del passato e del futuro in intrusivi, generano depressione ed ansia perché il nostro corpo reagisce attivando delle risposte fisiologiche sul corpo anche solo nel caso di pensieri, infatti non scinde il reale dall’immaginario.

Lo stesso stress, diventato malattia moderna, è dettato da come noi reagiamo a qualsiasi evento della vita, per questo l’evento scatenante varia in base alla persona e l’importanza della meditazione Mindfulness dipende dalla capacità di disidentificarci dai pensieri ansiosi o depressivi e tornare al momento presente.

Ascoltando i segnali che il corpo ci da come sintomi che sono micro-narrazioni di quello che si muove dentro la nostra mente a livello inconscio e che si esprime sul corpo come se fosse una pagina bianca, una tela, possiamo portare alla luce ciò che ci angoscia diventandone consapevoli e liberandocene, andando a prevenire l’insorgere di patologie o a sostenere la medicina ufficiale durante il percorso di cura.

La parola inglese mindfulness tradotta significa consapevolezza e la definizione più calzante è quella di Jon Kabat-Zinn (padre del protocollo MBSR riduzione dello stress mindful-based ossia basato sulla consapevolezza)

La MINDFULNESS è prestare attenzione con intenzione, al momento presente e in maniera non giudicante.

I benefici della meditazione mindfulness:

La letteratura scientifica ha prodotto tanti articoli che attestano i benefici della meditazione Mindfulness sia da un punto di vista fisiologico, neurologico, comportamentale ed esistenziale infatti

Permette di gestire:

depressione, stress, paura, ansia e disagio

il dolore fisico e i dolori cronici.

Calma la mente, migliora la memoria e aumenta la concentrazione.

Combatte l’insorgenza di malattie neurodegenerative e la diminuzione della materia grigia.

Esalta la creatività e permette la riscoperta della propria unicità e dei propri talenti.

 Per ottenere i benefici della meditazione mindfulness, infatti, dovrai praticare sempre con costanza ma per migliorare la qualità della tua vita la soluzione è dentro di te e solo qui e ora.

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L’arte nella meditazione

Viviamo in una realtà prodotta dalla mente che immaginando crea pensieri, situazioni, che vanno a determinare le esperienze della vita e ad esse ci approcciamo attraverso il corpo, che è sia strumento di conoscenza, sia un tempio che va onorato e rispettato. Possiamo immaginarlo come una tela su cui si esprime l’inconscio, la parte di noi che non è illuminata dalla consapevolezza-coscienza e che si manifesta con i sintomi, ossia micro-narrazioni, con cui racconta quello che si agita nel nostro mondo interiore, in modo tale da farcene diventare consapevoli e consentirci di compiere un’azione con l’obiettivo di migliorarci ed evolvere. Come esseri umani siamo tutti uguali perché siamo alla ricerca della pace interiore e della liberazione dalla sofferenza, così ogni volta che le cose non vanno come vorremmo o cambiano sorge in noi la non accettazione poiché vorremmo controllarle. Mentre la cosa per noi giovevole è accettarle attivamente, cioè riconoscere che come sono ci turbano e che, se vinciamo ogni resistenza al cambiamento e agiamo secondo coscienza, possiamo diventare il mondo che vogliamo. Questo è l’artista, chi manifesta nel mondo di fuori una sofferenza che condivide con gli altri e se ne libera con un atto creativo, che è catartico e può avere varie forme, perché tutto è arte, quando è il prodotto di una ricerca che diventa libera manifestazione della propria unicità attraverso i risvegliati talenti. Per arrivare a rendere nella forma artistica quello che dentro di me si muoveva, ho iniziato a studiare il corpo attraverso la danza dall’età di 5 anni e successivamente ho iniziato a scavare dentro di me, affrontando dei percorsi di ricerca interiore. Sono diventata operatore olistico ed a livello accademico mi sono formata come Istruttore Meditazione Mindfulness. Ho studiato l’essere umano in svariati modi, tempi e culture e così mi sono ri-conosciuta e sono arrivata a comprendere che la stessa vita è un’arte ed ogni vita, ogni azione è un’opera unica, ogni essere umano è un artista che ha una sorta di dovere di condivisione delle scoperte e delle consapevolezze, poiché siamo tutti interconnessi ed immersi nel flusso dell’esistenza. Lo strumento che mi ha permesso di ascoltarmi, di lavorare su di me con l’obiettivo di una liber-azione è stata la meditazione, un’arte che consente a chi la pratica di riconoscere e liberarsi dalle gabbie della mente, dalle credenze e dal giudizio e rendere nella materia un nuovo modo di comportarsi, di pensare, di cucinare, di scrivere, di lavorare, di disegnare, di fare, allineato con l’essere. Liberarsi dall’auto-giudizio, dalla negatività, dall’aspettativa prodotti dalla mente ci porta a scegliere di poter vivere un’esistenza migliore ed attingere al talento che si nasconde, in ognuno di noi, dietro ferite. Viviamo credendo di non essere in grado di fare le cose, sabotandoci per paura di provare, di esporci, di essere giudicati, in questo modo ci castriamo e ci impediamo di vivere liberi solo perché un pensiero, privo di consistenza concreta, passa nella nostra mente e ci blocca. Il dolore è il trampolino, è il clic che consente all’artista di diventare alchimista del piombo in oro, dell’ombra in luce, della resistenza in creazione, della paura in amore. Il dolore va vissuto quando si manifesta e va trasformato in evoluzione, perché è un’esperienza inevitabile. La sofferenza invece è una scelta di opposizione al fluire degli eventi, di non vedere e proporre un modo nuovo di fare le cose, di non prendersi la responsabilità verso sé e gli altri di creare.

Dalla ricerca interiore, alla resa nella materia del dolore in forma artistica, passando attraverso la liber-azione delle emozioni: è così nato il progetto LUCI ED OMBRE POESIA E PITTURA “Resa nella materia del mondo interiore: una ricerca sull’esistenza propria e collettiva, una discesa negli abissi della mente, un monologo poetico della coscienza restituito attraverso la pittura.” L’arte è vita, è ricerca, è conoscenza di sè, è auto-guarigione e così ogni artista, ogni creatore, porterà il suo apporto per salvare il mondo.

Jasmine Di Benedetto

Antropologia della vita quotidiana

Il sonno nel sogno

Ci sono momenti nella vita in cui esplode il cuore e si apre un vortice che come un ciclone travolge tutte le certezze, tutto quello a cui per anni ci si era retti.

Spazza via tutto quello che la mente aveva disegnato.

La pace arriva in quello che è chiamato occhio del ciclone, lì dentro si ferma il tempo e si gela il sangue; quello è il momento presente.

La chiarezza mentale sopraggiunge e tutto automaticamente crolla.

Il castello di sabbia creato dalla mente crolla.

Anni di immaginazioni volano via.

Anni di credenze spariscono in un secondo.

Tutto quello progettato non esiste e la mappa non è il territorio e così l’inesplorato e misterioso diventa affascinante e meraviglioso.

I film mentali sulla vita perfetta, l’amore perfetto, il lavoro perfetto si sgretolano come una pellicola bruciata.

Non esiste più niente, esisti solo tu sveglio come dopo una doccia gelata dopo una sbronza.

I risvegli alla vita sono come quando passa l’effetto di una canna o ti butti dell’acqua gelata in faccia o apri la finestra d’inverno per svegliarti all’alba.

Viviamo addormentati, viviamo un sogno nel sonno della mente ed ogni tanto dopo forti scosse cade un velo, uno dei tanti strati, più se ne levano più si respira.

Buona luna piena in Vergine.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

Antropologia della vita quotidiana

Sulle tracce dei Gipsy. Storie di vita, versi e musica.

 

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Un tardo pomeriggio di settembre dello scorso anno Elisa, proprietaria del IL CANTIERE WINE COCKTAIL BAR di Pescara, fece incontrare me e Manuel Virtù, maestro di strumenti a corde, artista giramondo e così, guidati da un’ispirazione condivisa, nacque un sodalizio che si concretizzò nel progetto “SULLE TRACCE DEI GIPSY. STORIE DI VITA, VERSI E MUSICA” , a noi due si aggiunse poco dopo il fisarmonicista Marco Luciani.

Il nostro progetto unisce antropologia e musica che, insieme, fungono da guida in questo viaggio al fianco di popoli nomadi. Partendo dall’India nel XI sec. d.C., con delle popolazioni del Nord che saranno chiamate Rom e Sinti  a seconda della loro precisa localizzazione geografica originaria, ci muoveremo nel tempo e nello spazio fino a giungere in Europa.

I due gruppi etnici presentano caratteristiche specifiche che li differenziano, ma sono accomunati dalla spontanea passione per la musica, scrigno della loro identità culturale. Si sono mossi tra popoli e nazioni europee e, venuti a conoscenza della cultura del posto in cui si fermavano di volta in volta, diedero vita a fusioni artistiche, musicali, sincretismi da cui nacque il FLAMENCO in Spagna, il JAZZ MANOUCHE di Django Reinhardt in Francia, il BALKAN FOLK nei Balcani.

Questo e tant’altro è quello che, la mia voce narrante e le note musicali di una chitarra ed una fisarmonica, vi racconteranno durante i nostri spettacoli.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

Art. 101 comma 1 della legge 633/41 sulla protezione del diritto d’autore.

 

Antropologia della vita quotidiana

L’arte come ricerca

L’arte come continua ricerca di se stessi, l’arte come ricerca della strada da percorrere, l’arte come la manifestazione del mondo interiore ed immateriale nel mondo esteriore e della materia.

L’arte del vivere, l’arte dell’essere felici, l’arte dello scrivere, l’arte del parlare, l’arte del dipingere, l’arte del meditare, l’arte di essere se stessi.

Jasmìne Di Benedetto

Antropologia della vita quotidiana

Ciambelle fritte alla scuola di Aielli

 

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Borgo Universo: il nome lascia già “sentire”, intuire qualcosa su questo festival di 4 giorni, ora alla terza edizione, figlio del connubio tra sapienti menti organizzative ed una giovane amministrazione del comune di Aielli, provincia de L’Aquila.

Due parole che denotano due concetti apparentemente in antitesi.

Borgo fa pensare ad uno spazio chiuso e delimitato da mura medievali, ad una vita scandita da ritmi imposti dalla ciclicità stagionale, al potere del signore visivamente rappresentato dalle torri e dai castelli sparsi a testimonianza del periodo dell’incastellamento abruzzese.

Universo fa pensare ad uno spazio aperto, un’estesa ed infinita apertura di cuore che si riflette nel panorama mozzafiato che avvolge le case del paese.

Borgo ed Universo rappresentano anche gli esseri umani che raggruppati fanno quotidiana esperienza di vita, altrimenti impossibile da soli, ma che essendo tutti uguali compongono parte per parte, singolo per singolo l’intero universo di cui ognuno è una specifica ed unica manifestazione nella materia.

Un fil rouge intreccia locale e globale, terra e cielo, radici e multiculturalità il tutto espresso in arti di ogni sorta, compresa l’arte delle ciambelle fritte alla scuola elementare da un gruppo di donne, madri e nonne che ne hanno fritte a migliaia e messo in ognuna il loro cuore.

 

Jasmine Di Benedetto

“La riproduzione di informazioni e notizie è lecita purché non sia effettuata con l’impiego di atti contrari agli usi onesti in materia giornalistica e purché se ne citi la fonte.”

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Antropologia della vita quotidiana

Ama te stesso come te stesso

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Siamo nati in milieu, un contesto di appartenenza e riferimento, dominato da una cultura di retaggio cattolico che ci ha trasmesso il concetto di dover amare il prossimo tuo come te stesso, ma l’accento veniva sempre posto sull’altro, facendo passare l’amor proprio per egoismo.

Alla fine diventava ama il prossimo che sia un figlio, un marito, un genitore prima di te stesso.

Viviamo mossi dalla costante ricerca di capire lo scopo dell’esistenza, del perché siamo su questo pianeta, domanda che assilla anche chi si dichiara totalmente disinteressato, e che lo assilla perché è quella la scintilla creatrice, la matrice comune, lo scopo dell’esistenza. Lo scopo è semplice, è essere, manifestare nella materia il sogno di ognuno, sogno che fa parte del perfetto disegno cosmico e che addirittura lo rende tale. Per rendere manifesto il sogno basta compiere scelte ogni volta che ci si presentano davanti più opzioni seguendo la coscienza, alla quale se vogliamo dare una sede fisica possiamo dare il cuore e raccogliere pezzi sparsi di noi nel mondo al fine di conoscerci ed amarci sempre più.

 

Jasmine Di Benedetto

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