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ODE ALLA RABBIA

La rabbia è così nobile che quando compare mette in luce che qualcosa di fortemente ingiusto e lesivo per noi sta accadendo e lo stiamo vivendo in silenzio.

La rabbia ha l’armatura scintillante di un cavaliere coraggioso.

La rabbia unisce le persone, smuove popoli, gruppi nazioni, ha portato a rivoluzioni, mobilitazioni e diritti, ma la rabbia di oggi dove porta?

La rabbia oggi porta ad un’ulcera allo stomaco, visto che sul corpo si manifesta lì, la rabbia porta a rompere a calci e pugni ogni cosa sotto tiro e a rompere le persone con le parole.

Una rabbia espressa su persone verbalmente e fisicamente dove porta se non ad offendere la rabbia stessa?

La rabbia è romantica.

La rabbia è poetica.

La rabbia ammazza chi la prova se non viene usata.

La rabbia chiede solamente di essere trasformata nel momento in cui arriva dentro di noi.

La rabbia chiede di essere espressa delicatamente nell’arte, di essere raccontata per risvegliare le coscienze, di essere usata come innesco per proporre un cambiamento sociale concreto, leggero e sereno.

La rabbia vuole essere uno strumento per la ri-evoluzione.

La rabbia non può essere sprecata, la rabbia va canalizzata.

La rabbia va esternata come creazione altrimenti è solamente una manifestazione di sofferenza interiore.

La rabbia va onorata e resa oro altrimenti rimane a servizio dell’ingiustizia.

La rabbia non chiede urla o rancore, non tollera il silenzio ma l’espressione.

La rabbia espressa con violenza è sprecare la rabbia.

Onore alla rabbia e alla sua possibilità di mostrare che altri mondi e modi di essere sono possibili.

Che la rabbia di tutti diventi cre-azione di un mondo di cura, gentilezza, gratitudine e libero dalla sofferenza e dalla violenza.

Jasmine Di Benedetto

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