Antropologia della vita quotidiana

No pain No gain

 

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Ormai si sente parlare di Mindfulness come se fosse un marchio al pari delle magiche e rapidissime cure dimagranti, specchio di pigre allodole che vorrebbero perdere mille chili in 7 giorni senza impegnarsi.

La verità è che la consapevolezza si attiva lavorando su di sè, avvicinandosi al dolore e non sfuggendo da esso. Lo so è brutale ma è così.

No pain No gain!

Siamo umani e siamo pigri, tendiamo a cercare soluzioni fuori da noi, è più facile chiedere a Dio di farci trovare la pace, allo Stato di farci avere i soldi e ai dottori di guarirci dal male di vivere.

Siamo umani pigri ed infantili, cediamo il nostro potere di creazione, anche definibile responsabilità dell’esistenza, fuori da noi perché vittime dell’infantilizzazione socioistituzionale.

Siamo umani e crediamo che la felicità che prova Tizio deprivi Caio della possibilità di esserlo, dimenticando così il fatto di essere tutti interconnessi, uguali e unici, tutti sofferenti alla ricerca della pace interiore.

Abbiamo dimenticato che il dolore è la chiave, è l’altra faccia della medaglia, senza dolore non si evolve, il dolore trasceso superando la crisi della presenza che causa perdita di agentività-capacità di stare al mondo, è evoluzione.

Si salta, si evolve stando con le cose così come sono, affrontandole, osservandole ed entrando nel dolore e non sfuggendo.

Così avviene la trasformazione. L’alchimia del piombo in oro, del dolore in evoluzione e non sfuggire dal dolore rendendolo sofferenza prolungata trasportata come uno zaino che diventa sempre più pesante.

 

Jasmine Di Benedetto

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