Antropologia della vita quotidiana

Divinità moderne

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Il Pantheon mitologico classico sia greco sia romano ci ha presentato divinità antropomorfe, ma questo cosa vuol dire? E’ semplice, le divinità erano la manifestazione fisica, la personificazione dei vizi, delle pulsioni negative, dei tabù, delle emozioni negative, dei moderni stili di personalità degli esseri umani. Gli Dei, specchi degli umani, vivevano in un loro specifico mondo, come ad esempio l’Olimpo ed occasionalmente scendevano sulla terra per fare cose.

La psicologia moderna occidentale ed il Manuale DSM hanno ricondotto quello che nell’epoca classica l’uomo reputava prerogativa divina, e così esorcizzava, a tratti-stili di personalità, se prendiamo ad esempio il narcisismo le correnti esistenzialiste olistiche lo collegano alla profonda ferita animica collegata al controllo. Ferite possedute collettivamente e condivise dalla coscienza universale che si attivano nel singolo in diverse fasi della vita, trascese diventano talenti.

Se le divinità moderne classiche specchiavano i vizi e le debolezze degli umani di quel tempo, allora le nostre contemporanee, che sono i personaggi famosi portati alla ribalta dai social e dai mass media e venerati dalla massa, specchiano il narcisismo, l’odio, l’invidia, la superficialità, l’individualismo, l’avarizia del singolo essere umano.

L’antidoto citando i Dalton Bootboys “non serve essere antifascisti se mai i toni che usi sono gli stessi”.

 

Jasmine Di Benedetto

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