Antropologia della vita quotidiana

Being Human

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Gli attriti, le liti, le infatuazioni, i legami sono tutti processi creati dalla mente che proietta sull’altro o il ruolo di carnefice o il ruolo di salvatore, con l’unico scopo di cedere il potere fuori da sè ed incolpare l’altro o caricarlo della responsabilità della sua salvezza.

Noi, esseri umani, siamo animali sociali, duali e relazionali che vuol dire che siamo l’altro, ogni altro che incontriamo durante il viaggio della vita è un maestro che mostra parti di noi, le ombre, le parti buie che altrimenti non vedremmo e che se nel vederle siamo infastiditi, è perché le rifiutiamo in noi. L’accettazione amorevole delle debolezze osservate nude, senza caricarle di giudizi o consigli o arrogante saccenza, porta all’accettazione e quindi all’integrazione delle stesse in noi, conduce ad un’alchimia del piombo in oro, del buio in luce. La consapevolezza compassionevole che noi siamo l’altro, che siamo tutti esseri umani, genera la vera libertà dai veleni inquinanti la mente quali:

illusione che le cose siano come noi vogliamo e non come effettivamente si manifestano, cosa che fanno per la nostra evoluzione,

l’attaccamento a ciò che riteniamo di vitale importanza e generatore della nostra felicità, il rifiuto verso quello che in noi genera disgusto.

L’accettazione delle nostre ombre, quelle che andiamo a giudicare come debolezze o orrori, comporta un cambiamento nelle relazioni, cade la tensione verso la situazione o la persona che è li per mostrarcele ed orienta l’esistenza verso la strada della libertà della coscienza che si muove lungo un cammino di pace interiore.

 

Jasmine Di Benedetto

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